Under 16/A maschile

Altro viaggio nel mondo del settore giovanile del Basket Eraclea, ecco la formazione Under 16 “A” (annate 1990-1991) guidata dal Sig. Massimo Murer e che sta disputando il campionato Regionale girone B assieme al Basket Jesolo, Mirano, Pol. Marcon, Promed ABC Mestre, Noale, Caorle, Ceggia e l’altra formazione dell’Eraclea ovvero l’Under 16 “B”. Ecco come ci presenta il suo gruppo l’allenatore Murer. “Il gruppo composto da 13 ragazzi con molta passione per il basket, assidui agli allenamenti e con buona disponibilità ad ascoltare e mettere in pratica gli insegnamenti che io e Gigio gli impartiamo. Misto dal punto di vista dell’età, infatti sono presenti ragazzi nati nel 1990-1991 e anche nel 1992 ma ora dopo circa 5 mesi di lavoro in palestra, abbastanza omogenei tecnicamente e tatticamente, anche se i più “anziani” si presentano, come giusto che sia un po’ più pronti”. Parliamo del campionato. Come sta procedendo? Si ritiene soddisfatto? “Per quanto riguarda i risultati abbiamo ottenuto 7 vittorie e 2 sconfitte; l’ultima sabato scorso a Marcon di 1 solo punto ma esprimendo a sprazzi una discreta pallacanestro, dimostrando vistosi progressi rispetto alla prima partita anche se dobbiamo ridurre le ingenuità dovute a scarsa concentrazione e inesperienza. Sono soddisfatto dell’impegno e dei progressi fin qui fatti dai ragazzi ma siamo ancora lontani dall’obiettivo sia tecnico che tattico al quale questo gruppo può ambire”. Dicono che i ragazzi di oggi difettino nei fondamentali. Lei su cosa maggiormente punta in un sedicenne del suo gruppo? “Della carenza di fondamentali sono pienamente d’accordo. A questa aggiungo anche, la scarsa capacità di lettura della situazione di gioco e di conseguenza della capacità di eseguire la cosa giusta al momento giusto. Io ed il mio collaboratore stiamo lavorando maggiormente sia sui fondamentali ma soprattutto sull’applicazione del fondamentale alla circostanza di gioco e sul fatto di rendere consapevole il ragazzo di aver fatto la scelta giusta anche se dopo per esempio si ha sbagliato canestro o commesso un altro errore. Tutto questo a scapito della vittoria a tutti i costi e dei tatticismi esasperati che a volte si incontrano anche in questi campionati”. Le annate che Lei allena, forse sono fra le più delicate perché qualche ragazzo sentendosi meno importante nell’economia del gioco potrebbe non trovare stimoli per continuare. Vogliamo ribadire che il basket è uno sport di squadra ed indipendentemente dai punteggi individuali? “Io parto dal presupposto che se un ragazzo sta bene in un gruppo e si sente parte integrante dello stesso, e di giorno in giorno ricevere sempre qualcosa dall’allenatore e dal gruppo, che miri al suo miglioramento personale e del gruppo stesso, non smette di giocare o allenarsi perché segna meno punti di un altro suo compagno, ma sa che a volte è più importante recuperare una palla, prendere un rimbalzo o fare un buon passaggio piuttosto che fare un punto in più sul tabellino personale. Sta a noi allenatori con il lavoro in palestra sensibilizzare e far capire questo ai ragazzi”!

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