Top Four

Credo mai sia successo in un campionato che la Pallacanestro Eraclea abbia raggiunto simili traguardi, eppure è accaduto: siamo in semifinale play off. Tra due domeniche incontreremo in quel di Jesolo la squadra locale per disputarsi, senza sudditanza psicologica spero, l’accesso alla finale per la promozione in B2. E tuttavia non deve stupire se siamo tra le quattro grandi del ns. girone: un risultato possibile non solo sulla carta che ha le sue giustificazioni in quello che è successo nel ritorno contro il Conegliano ieri sera. La partita  apparentemente, ma solo per il punteggio, potrebbe sembrare la fotocopia di quanto avvenuto domenica 30 Aprile in terra trevigiana, quando con un punteggio finale simile, abbiamo compiuto quella che molti ritenevano fosse un’impresa.

Fatta pubblica ammenda per lo strafalcione che ho commesso nell’attribuire ad Aprile 31 giorni anzichè i canonici 30 – i vecchi amici sono solitamente i più perfidi a farti notare gli errori – e tornando alla partita di ieri, terminata sul punteggio di 70 a 53 per i biancoverdi di Murer, una prima considerazione va fatta sull’autorità con la quale i ns. giocatori si sono mossi sin dal primo minuto di gioco. Se nell’incontro d’andata il punteggio è stato per due terzi sempre in bilico e solo nel finale di gara l’Heraclia è riuscita a staccarsi definitivamente dagli avversari, ieri sera abbiamo visto immediatamente chi era il più forte,il più “cattivo”,il più determinato a voler imporre la propria legge; come se i ns. portacolori, metabolizzato l’andamento dell’incontro d’andata, avessero voluto proseguire da dove avevano finito, solo con maggior grinta.E se durante tutto il campionato abbiamo elogiato la difesa dell’Eraclea come fondamentale se non unica arma vincente, ieri questo valore aggiunto è stato moltiplicato per mille a tal punto da costringere il coach avversario a modificare il quintetto iniziale praticamente da subito, anche se con scarsissimi risultati, nel vano tentativo di riassestare la gara. Il 21 a 9 del primo quarto di gioco sta a dimostrare che con questa cattiveria e determinazione, ieri sera non ce ne stato e non ce ne sarebbe stato, probabilmente, per nessuno. E se nel secondo quarto il ritorno dei biancorossi trevigiani, causato più da un naturale rilassamento dell’Heraclia piuttosto che da effettivi meriti propri, ha fatto tremare il foltissimo pubblico presente per un possibile esito negativo dello incontro, (non dimentichiamo che c’è stato addirittura il sorpasso sul 26 a 29 per il Conegliano a metà del tempo) successivamente la situazione si è stabilizzata su un vantaggio che è oscillato intorno ai 10/12 punti tanto da far apparire facile il conseguimento della vittoria. Solo in apparenza, lo ripeto, è sembrata ed è stata facile e ancora una volta i numeri danno un supporto determinante a spiegare quanto avvenuto sul parquet di Eraclea. Rispetto all’andata,infatti, abbiamo tirato di meno ma in percentuale segnato di più ( 6/14 da 3 e 6/8 da 2 contro 10/27 da tre e 0/5 da due di Domenica scorsa) mentre i rimbalzi in difesa sono stati in totale 22 ieri sera  contro i 18 di tre giorni fa, con un punto di merito per  Delle Monache, in questa speciale classifica, che ne ha catturati ben 6 oltre che segnare complessivamente 16 punti, top score dell’incontro. Ancora su ottimi livelli Vuanello, sia per realizzazione (12 punti) che per leadership dimostrata in campo: evidentemente giocare contro i propri conterranei deve aver rigenerato la ns. ala così come su livelli di eccellenza ha giocato Cigarini con due assists e 7 punti all’attivo. Ma quello che sorprende è il numero totale di palle recuperate che alla fine sono state ben 16, tangibile segno che la ns. difesa ha colpito direttamente al cuore del gioco avversario, mpedendo ai giocatori del Conegliano una ragionata circolazione della palla e quindi tentativi puliti di realizzazione. Un bentornato poi , a più che soddisfacenti livelli, ad Andrea Fingolo che, quando chiamato sul parquet, ha risposto con personalità e con le capacità che gli sono riconosciute. Per ultimo, uno spassionato consiglio a Vio: se non c’è l’acqua, e tanta, eseguire un salto mortale doppio carpiato con difficoltà 36 non è molto salutare. Per fortuna che dopo tanta paura, almeno dalle tribune, tutto si è concluso positivante. Ora possiamo anche sognare, sperare, illuderci e discutere anticipatamente sulla sfida contro lo Jesolo, immaginandoci scenari di volta in volta deludenti piuttosto che paradisiaci ma una cosa è certa: siamo tra i top4 del ns. campionato e ho la senzazione che non sia ancora finita.

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