Riforma Campionati

Premessa

La “riforma dei campionati” che viene invocata come rimedio ai molti, presunti, mali del movimento, può essere intesa come cambiamento della formula degli attuali campionati per correggere eventuali storture o cali di interesse oppure come modifica dell’ordinamento dei campionati per incidere su problemi più grandi che tengano conto di modifiche strutturali (numero o qualità dei campionati) o del raggiungimento di risultati indiretti (modifica dei costi gestionali, operazioni di marketing sportivo)

Il problema

LNP ritiene che una “riforma dei campionati” debba essere valutata partendo dalle cause che ne determinano l’esigenza e considerare gli effetti che ne potrebbero derivare dall’applicazione e che questa valutazione debba essere fatta raccogliendo le istanze delle società e valutando le necessità di tutte le componenti, compresi gli imprenditori che reperiscono le risorse per lo svolgimento dei campionati che hanno anche un valore complessivo di fatturato legato all’interesse che creano.  Sicuramente esiste un malessere evidenziato da una serie di segnali che pesano sui campionati ( ripescaggi, costi, risorse tecniche ), ma è necessario fare uno studio preliminare per poter dar vita ad un progetto di sviluppo. Oggi però esistono troppe variabili in un sistema instabile: ora non si possono valutare gli effetti dello svincolo che verrà varato, del peso che il settore professionistico opererà sui campionati nazionali con la determinazione del numero di italiani utilizzati o al contrario delle nuove situazioni che potrebbero nascere se la rottura di rapporti tra FIP e LegaA si radicalizzasse, delle prospettive che si apriranno con la nuova normativa relativa agli under. LNP ritiene che non si possa improvvisare :la “ riforma dei campionati”quindi deve avere un quadro di riferimento ed obbiettivi certi e definiti.

La proposta

Esiste una opinione comune che, LNP condivide, relativa alla necessità di ridurre il numero delle squadre dei campionati nazionali e riteniamo che preliminarmente si debba andare in questa direzione, ma la riduzione del numero di squadre però deve essere intesa come un correttivo ma non una riforma. La riforma da molti ipotizzata partendo da una valutazione del settore professionistico e dal crescente valore e peso della serie Becc., prevede una sola Lega Professionistica per poter avere una più definita scala di valori nei campionati nazionali non professionisti. LNP ritiene di non unirsi al coro delle proposte più disparate, alcune molto autorevoli, che in questi giorni stanno nascendo da più parti: è necessario un confronto ed un dibattito tra tutte le componenti del movimento e con tutti coloro che possono dare un contributo. LNP, rappresentando 224 società nazionali, si rende quindi disponibile preliminarmente ad un confronto al proprio interno e da subito ad un confronto aperto con ogni componente del movimento .

Lega Nazionale Pallacanestro

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