Prova d’orchestra con stecche

Quando si va ad assistere ad un concerto, sia di musica classica che pop, mentalmente si è propensi a sentire che tuttigli orchestrali seguano uno spartito ben definito e anche il cantante o il front man non possa uscire più di tanto dalle tonalità ne dall’armonia concordata. Ci sono sì gli assolo, ma sono quel qualcosa in più, di prezioso, unico, quasi sempre irripetibile nell’invenzione. Oppure, se si vuole sentire improvvisazione pura si va a sentire una jam session piuttosto che un concerto jazz dove lo spartito è una traccia dalla quale uscire il più presto possibile per far volare la fantasia dei musicisti. Sabato sera a Istrana, contro la squadra locale, La Pallacanestro Eraclea purtroppo come orchestra ha steccato di brutto e come ansamble in una jam session, pure.

Come orchestra la ns. squadra ha fallito perchè troppi musicisti si son sentiti prime donne e hanno lasciato che quella che ritengono essere la manovalanza lavorasse anche per loro: il risultato di tale errato convincimento è stato che il primo ed il secondo quarto sono stati un autentico disastro in difesa tanto che abbiamo consentito agli avversari trevigiani, reduci da 6 sconfitte consecutive, di sovrastarci di 11 punti (37 a 48).E qui nasce la prima domanda: dov’è’ finita la quarta difesa del torneo? Come è possibile far segnare 31 punti nel primo quarto di gioco a dei giocatori avversari che se paragonati individualmente ai ns. sono sicuramente inferiori? E perchè contemporneamente noi segnamo solo 17 punti? Perchè si è ripetuto, paro paro, quanto è successo a Conegliano la settimana scorsa? Per ns.fortuna, almeno nel terzo quarto, Istrana non è Conegliano e così siamo riusciti, serrando le file della difesa e giocando come siamo capaci in ttacco (non che brilliamo per la verità), a recuperare lo svantaggio che ha rasentato i 18 punti e a chiudere addirittura in vantaggio il terzo quarto di un punto(58 a 57). Nell’ultimo quarto, invece, abbiamo ridato il pallino del gioco ai ns. avversari che, pur non facendo cose straordinarie, sono riusciti a chiudere l’incontro in vantaggio per 80 a 72. Fin qui il resoconto numerico dell’incontro. Ma il basket, come si sa, è matematica applicata allo sport e lo scout finale ben legge le prestazioni dei singoli giocatori e della squadra. E’c’è una regola non scritta che dice che se un mio compagno di squadra non gioca come dovrebbe, automaticamente la mia squadra gioca in quattro contro sei: figurarsi cosa può succedere se a giocare male sono più giocatori contemporaneamente. L’ingiustificabile, ma solo apparentemente, disfatta di Istrana trae la sua giustificazione proprio da questa situazione: solamente tre i giocatori con valutazione positiva e sono Zatta, Vio e Dalle Monache, gli unici che da sempre mettono il cuore oltre, gli unici che, anche se in non perfette condizioni fisiche, riescono tuttavia a dare sempre quel qualcosa in più che molti dei loro compagni nemmeno osano pensare possibile. E alcuni di questi loro compagni, sentendosi ancora delle prime donne (e non lo sono più da tempo ormai) non solo  condizionano negativamente il gioco dell’intera squadra ma si arrogano, pure, il diritto di giudicare, di criticare, di fare i primi della classe.  Umiltà e impegno, questo manca a molti musicisti, pardon giocatori della Pallacanestro Eraclea e Sabato sera questo è stato evidente a molti spettatori. Perchè il vero rischio che corre questa squadra non è tanto quello di non entrare nei play off (ci sono sempre i play out come consolazione) quanto invece far allontanare la splendida tifoseria che accompagna la Pallacanestro Eraclea anche in trasferta, (sia a Istrana come a Conegliano c’erano più tifosi biancoverdi che locali) tifoseria che è patrimonio inestimabile per il ns. club e che si alimenta e si sviluppa solo se c’è credibilità nell’oggetto di tale passione: i giocatori e la squadra.

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