Meriti o demeriti

I tecnici, o i presunti tali, in qualsiasi sport sono soliti dire che il conseguimento di un risultato, positivo o negativo che sia, dipende da tanti fattori tra i quali ci sono sicuramente anche gli avversari. Forma più artistica di “paraculismo” (abbiamo sdoganato tanti altri vocaboli che anche questo lo può essere)  forse non esiste  ed è comunque di difficile applicazione, almeno per ieri sera alla ns. squadra, dal momento che nella sconfitta a Pordenone contro l’ Intermek di Cordenons,  i ns. avversari, con i migliori elementi o in panchina o al rientro da infortuni senza la giusta dose di allenamenti sulle spalle,  non hanno fatto nulla per vincere l’incontro.
Per perdere invece, abbiamo fatto tutto da soli, egoisticamente. Grazie a noi, discreti ma non eccelsi giocatori avversari, hanno avuto la possibilità di diventare protagonisti e mattatori per una sera, maramaldeggiando da tutti i punti di vista, sia sotto i tabelloni che al tiro che a rimbalzo, senza che noi si offrisse un minimo di resistenza attiva. E nonostante questa sconsolante inattività ci siamo trovati all’inizio dell’ultimo quarto sotto solo di un punto (avessimo giocato almeno decentemente, non dico bene, quale sarebbe stata la differenza?: è la classica domanda da tecnici o presunti tali) riaccendendo così la speranza per un possibile risultato positivo. Nulla, nada, rien ne va plus. Come una novella Penelope, abbiamo disfatto negli ultimi 10 minuti di gioco quel pochissimo di buono che comunque avevamo costruito nei tre tempi precedenti, finendo con un desolante parziale di 29 a 12 e con una schiacciata a due mani del loro n° 10 che si starà chiedendo ancora quando mai gli capiterà un’altro occasione simile. Peccato: perchè la squadra tutta ha dimostrato ancora una volta l’incapacità di essere vera protagonista e non solo comprimaria contro una diretta avversaria per i play off. Le cause? L’analisi e la ricerca della verità ed i giusti correttivi sono di pertinenza dei tecnici: mi limito a suggerire solamente alla tifoseria ed agli appassionati di far quadrato attorno alla squadra, di far sentire il ns. incitamento senza se e senza ma, incondizionatamente perchè si sà, la passione non ha confini nè limiti.

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