Melsped Padova – Heraclia Eraclea 70-44

Melsped Padova: Gherardini 11, Fedrigo 3, Nanti 5, Zanovello 11, Voltolina ne, Pin Dal Pos 3, Capelli 13, Germani 3, Magro 10, Cagnin 11. All. Rubini.

Heraclia Eraclea: Vuanello 11, Vettori 0, Lena 2, Vio 6, Casonato 7, Darsiè 5, Chiesurin 4, Blazic 3, Boso 0, Cia 6. All. Murer.

ARBITRI: Matranga di Alcamo e Quartararo di Palermo.

NOTE: parziali 24-8, 46-25, 58-33. spettatori 250. Uscito per 5 falli: Magro. Falli tecnici fischiati a Murer e Casonato.

la cronaca veneziana:

Doveva essere la prova di maturità per l’Heraclia Eraclea; l’esame che, se passato, avrebbe rilanciato alla grande le aspirazioni dei biancoverdi. Invece la formazione litoranea torna dal campo della Melsped con le ossa rotte, dopo una partita da scordare al più presto. Difficile immaginarsi alla vigilia un esito del genere: Eraclea arrivava a questa sfida forte di 5 successi consecutivi, mentre Padova nelle ultime uscita aveva dato l’impressione di essere in calo, se non di risultati, perlomeno fisico. Invece, nel momento in cui in molti si aspettavano un suo capitombolo, la Melsped ha risposto da grande squadra. Match in bilico sino al 13-6 di metà parziale; poi i padroni di casa scappano sul 20-6 per concludere il semitempo sul +16. Eraclea patisce la marcatura ad uomo del quintetto di coach Rubini, e difatti è emblematico il dato degli ultimi due parziali, con gli ospiti che riescono a mettere a referto 19 punti in 20′. In classifica comunque l’Heraclia non viene scalzato dal terzo posto, che probabilmente manterrà fino al termine della stagione. Nella post season però, per poter cullare sogni ambiziosi, servirà un Eraclea completamente diverso rispetto a quello visto ieri sera.

Tommaso Vianello

e quella padovana:

Dev’essere davvero frustrante per i cosiddetti avversari diretti della Melsped annusare l’aria di una possibile crisi della corazzata padovana, preparare una partita spavalda per metterne in discussione la supremazia ed andare invece a sbattere contro una parete talmente solida da sembrare un tutt’uno con le mura del palasport. D’altra parte, se un coach vede la squadra di Rubini “rubacchiare” il successo a Muggia, poi vincere in overtime a Trieste può anche pensare: “Sono cotti, adesso li friggiamo noi”. Invece arriva ad Albignasego e si accorge che la squadra bollita è la sua, perché quelli che credeva con la lingua fuori corrono il doppio e difendono il triplo dei suoi giocatori. Abbiamo forse azzardato nell’interpretare, ma certo l’Heraclia ha dato esattamente quest’impressione: arrivata con l’idea di dettare il ritmo alla Melsped, è invece stata annichilita dal quintetto biancorosso, che nei primi due quarti ha letteralmente impedito ai veneziani anche di respirare. Padova ha tenuto l’Heraclia a 8 punti (!) nella prima frazione e nel secondo tempo le ha permesso di segnare la miseria di 19 punti. Come già spiegato in altre occasioni, è con la difesa che i biancorossi stanno dominando la stagione regolare; avrebbero molti più punti nelle mani di Capelli, Zanovello, Fedrigo e via discorrendo, ma la supremazia della Melsped si misura – paradossalmente – quando la palla ce l’hanno gli avversari. È stato così anche ieri sera, perché ad un avversario privo di un vero centro, ma capace di un basket anche frizzante, sono state impedite tutte le alternative di gioco, bloccando i pick&roll, sporcando ogni possibile linea di passaggio, impedendo qualsiasi taglio significativo e non lasciando un tiro pulito che sia uno dal perimetro. Ad ogni recupero di palla, Gherardini ha innescato il turbo per un gioco in transizione da mozzare il fiato e Cagnin ha giganteggiato sotto canestro (22 rimbalzi), più varie frattaglie fra cui due bombe frontali che hanno strappato l’anima agli ospiti, alla disperata ricerca di una efficace difesa sul pivottone della Melsped. La partita non ha avuto francamente storia: 13-6 dopo 5′, 30-15 al 15′, 38-17 due minuti dopo. Un martellamento continuo, incessante, che ha dapprima depresso e poi irritato l’Heraclia, che difatti ha mostrato fin troppo nervosismo sulla panchina e in campo. Ci vorrà qualcos’altro perché possa sul serio mettere in difficoltà la squadra di Rubini. La quale prosegue imperterrita verso la fine della stagione regolare; manca ormai solo un mese e mezzo, poi arriveranno – liberatori – i play off.

Daniele Pagnutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *