L’occasione mancata

Se, come dicono, l’appetito vien mangiando, oggi ho molta fame. Anzi per certi versi sono ingordo: di risultati, di soddisfazioni, di vittorie. E quando non raggiungo questi risultati, soprattutto se sono alla mia portata, sono furioso. E’ come se ieri sera mi avessero fatto vedere un panino con la nutella, di cui sono un devoto discepolo, me lo avessero con perfidia fatto passare sotto il naso, in modo da sentirne il profumo, mi avessero invogliato ad addentarlo e poi, all’improvviso, me lo avessero fatto sparire. Irritato ed affamato: un mix esplosivo, forse poco adatto per poter parlare in maniera serena di quanto accaduto ieri sera sul parquet di Jesolo.

Per i pochi che non c’erano, ricordo comunque che 24 ore fa abbiamo perso una occasione d’oro, più unica che rara, per ipotecare in maniera pesante l’accesso alla finale dei play off. Invece abbiamo perso 69 a 63 dopo aver condotto in maniera imperiosa il primo quarto di gioco, sofferto il ritorno dei cugini Jesolani nel secondo quarto e come al solito, crollati nel terzo quarto. Poi nella quarta frazione di gioco c’è stato un poco razionale tentativo di recupero che non ha dato i suoi frutti. Semplicisticamente l’incontro sta tutto in queste poche righe se non fosse, lo ripeto, che è l’Heraclia ad aver perso e non il JSD  (troppo lungo il nome completo dei cugini) a vincere la sfida. Eppure l’opportunità del colpaccio l’abbiamo avuta sin dalla metà del primo quarto quando ai ns. avversari si è letteralmente  spenta la luce dopo che il play titolare è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco per un infortunio. La ns. solita, incredibile difesa, una quantità industriale di palle recuperate e contropiedi micidiali avevano forse illuso il pubblico di Eraclea. Ma a questo elenco di ottime performance è mancata, ancora una volta, una voce: il tiro da fuori. Siamo infatti stati assolutamente nulli in questa specialità, con un incredibile 6 su 26 da 3 e 13 su 29 da 2. Fa eccezione Marco Zatta, che unico tra i tiratori ha mantenuto le aspettative con un buon 2/4 da 2 e 3/5 dalla linea dei 6 mt, con ben 9 palle recuperate e 5 assists. (Vuanello ha chiuso con 1/3 da 2 e 0/6 da 3 mentre Cigarini, pur avendo fornito ai compagni 3 assistenze e recuperato 5 palle, ha realizzato un incredibile 0/9 nelle bombe da tre.) E così lo JSD, registrata appena la difesa e senza dare la sensazione di essere una ira d’iddio, ha cominciato a rosicchiare punto su punto sino a raggiungerci, superarci e alla fine vincere mentre la Heraclia, spuntata in attacco e meno potente in difesa a causa dei falli a carico di Vio e Delle Monache, non riusciva a trovare un briciolo di lucidità per rientrare in partita. Ci sarà sicuramente qualcuno che recriminerà sull’arbitraggio molto, forse troppo, sfavorevole ai ns. Vio (5 rimbalzi e 3/5 da 2) e Delle Monache (ben 11 rimbalzi; 2/5 da 2 e la ormai consueta bomba da 3 punti), ben presto gravati di falli tanto da essere utilizzati con il contagocce durante il corso dell’incontro. Forse non hanno torto: tuttavia a questi signori si può obiettare che nonostante questo ns. handicap, gli Jesolani non hanno ottenuto una abbondante e copiosa vittoria ( per la verità hanno addirittura segnato meno della media di realizzazioni in casa durante la regular season che è stata di 76 punti) e questo, credo  significhi che in un modo o un altro la ns. difesa ha funzionato: abbiamo fallito in attacco ed è stato un grosso rimpianto. Ora ci aspetta il ritorno Mercoledì 17 tra le mura amiche: le possibilità di portare la squadra dello JSD alla bella sono intatte e forse sono accresciute vista la sua  consistenza e i suoi punti deboli, anche perché di addentare quel panino alla nutella ne ho veramente tanta, ma tanta voglia. 

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