La vittoria del Cuore

Nell’antichità greca esistevano gli eroi, uomini assolutamente normali che attraverso il sacrificio personale raggiungevano lo status di semidei e rappresentavano per il resto dell’umanità un esempio da imitare. Duemila anni dopo abbiamo sostituito il termine eroe con leader e sabato sera, durante l’incontro con il  Texa di Roncade, ne abbiamo visto uno all’opera. Marco Zatta è un leader. Entrato durante il corso della partita, forse perché non in perfetta forma avendo sofferto di un malanno durante la settimana, aveva preso in spalla la squadra dopo un primo quarto di gioco molto complicato e, ben supportato dal gemello di basket Matteo Vio, stava traghettando il quintetto biancoverde  verso lidi più tranquilli sfruttando soprattutto il gioco in velocità con rapidissimi ed efficaci contropiede dopo che la ns. solita, mostruosa, difesa riusciva a catturare una infinità di rimbalzi.

Ma gli Dei dell’Olimpo, come in tutte le tragedie greche che si rispettino, incazzati come tori, non sopportano che un uomo li possa sfidare e qualche volta sconfiggere  e hanno mandato un messaggero alato e molto rozzo (i malvagi in ogni mito sono brutti sporchi e cattivi) con l’unico scopo di annientare il ns. condottiero.  Operazione ben riuscita ma solo a metà, per ns. fortuna, perché dopo che Marco usciva dal parquet nel corso del terzo quarto di gioco con la faccia pesta e tanta paura nei tifosi di Eraclea, i suoi compagni hanno capito che per sconfiggere il destino, rappresentato dai cinque avversari di rosso vestiti e dai due arbitri in totale e assoluta  malafede (anche loro messaggeri del divino o solo di vino?) dovevano moltiplicare gli sforzi e dare tutto sino all’ultima goccia di sudore. Ebbene il risultato di tale fatica, sportiva e caratteriale,  è stato talmente straordinario che i ns. avversari non han capito più nulla (4 punti nel terzo quarto di gioco) e nonostante gli arbitri abbiano continuato a insidiare il ns. successo alla fine l’esito della gara, divenuta a quel punto una lotta giocata sui nervi e sulla fisicità dei ns. avversari, peraltro raramente sanzionati, è stato a noi favorevole nel tripudio del Palazzetto.  Ora,  poco importa che la squadra abbia battuto una diretta concorrente nella lotta per i play off e forse abbia conquistato una posizione soddisfacente in classifica, mancano infatti ancora troppe partite per star tranquilli: di importantissimo ieri sera invece si è visto finalmente una vera squadra che ha lottato, sofferto e alla fine vinto con pieno merito. E soprattutto una morale, come in tutti i miti che si rispettino: il leader, il capo, l’eroe si riconosce non solo quando è presente ma anche quando, assente per cause di forza maggiore, induce a moltiplicare gli sforzi dei compagni nel tentativo di imitarlo e di dargli, darci, soddisfazione.

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