Il telecomando

Tra i tanti strumenti che la moderna tecnologia ha messo a disposizione dell’individuo per vivere meglio, uno in particolare ha una potenzialità immensa: il telecomando. Con questo semplice aggeggio, chiunque può, in qualsiasi momento, scegliere cosa vedere o cosa sentire, in assoluta libertà. Senza tuttavia rendersi conto che volendo non sentire quello che lo stereo trasmette o non vedere quello che la Tv in quel momento sta mostrando, azzera e  di fatto cancella gli eventi e le persone che hanno prodotto quello che non si vuole ascoltare o vedere. A ben pensarci, micidiale e crudele, quasi un metaforico omicidio. Eppure, se Domenica pomeriggio avessi avuto tra le mie mani questa potenziale arma di distruzione di massa, l’avrei usata senza pentimenti ne’ rimorsi, non per uccidere qualcuno, ben si intende, ma per cancellare, resettare quanto stava accadendo, tanto ignobile è stata la prestazione della Pall. Eraclea sul parquet di Albignasego contro il Melpsped Padova.
Avessi potuto, e con me verosimilmente tutti i tifosi al seguito della Heraclia, avrei cambiato canale sin dalla fine del primo quarto, terminato sul 24 a 8 per i patavini, quando è stato chiarissimo che il passivo sino a quel punto accumulato non sarebbe stato più recuperato. E non perchè non ci fossero i mezzi o le potenzialità per farlo, ma perchè in tutti o quasi i ns. giocatori è venuta a mancare, sin dalle prime azioni, la voglia di giocare e provare a vincere. E’ già capitato quest’anno (Cordenons e Virtus Padova in maniera particolare sono li a testimoniarlo) e per ogni prestazione negativa si sono sempre cercati alibi o giustificazioni con i quali incerottare la ns.squadra uscita malconcia da una partita persa: questa volta no. Non mi va giù che si sia entrati in campo come l’agnello sacrificale, oltretutto totalmente anestetizzato, pronto ad essere immolato (Pasqua è ancora troppo lontana); non mi va giù la stratosferica quantità di palle perse durante l’incontro, i passaggi destinati ai compagni finiti nelle mani degli avversari che ringraziando, incrementavano il vantaggio con altri due punti in contropiede; non mi vanno giù le irritanti,arzigogolate ed inconcludenti azioni d’attacco, concluse, sul filo dei 24 secondi, con un tiro affrettato e il più delle volte sbagliato mentre gli avversari, nello stesso spazio temporale andavano a canestro almeno tre volte. Non mi vanno giù i cinque rimbalzi consecutivi in attacco, a metà del terzo quarto, catturati dalla Melsped che hanno consentito di far riprendere, per cinque volte consecutive, l’azione ai giocatori padovani senza che la ns. difesa mostrasse una qualsivoglia forma di reazione, segno inequivocabile che non eravamo in partita. Tutte queste cose non vanno giù. E se anche qualche anima candida ieri sera, cercando di lenire la delusione o la rabbia, osservava che venivamo da 5 vittorie consecutive, che con il Melsped ci stava perdere, che siamo tutto sommato terzi, bla bla bla…. Bene: non ci sta bene comunque. Qualche settimana fa, sul forum della Pall.  Eraclea, un tifoso, in maniera molto intelligente e perchè no, anche simpatica, mi ha più o meno direttamente accusato che “non va mai ben gnent”, anche quando si vince, raccontando tra l’altro, delle libagioni ed i festeggiamenti estemporanei che hanno fatto seguito alla vittoriosa trasferta a Udine come una giusta, interpreto io, gratificazione per il risultato positivo. In parte, quel tifoso ha ragione: perchè non mi va giù infatti quando potendo, non dimostriamo di essere una grande squadra (e forse lo siamo) e facciamo rientrare in partita squadre che sono nettamente inferiori a noi (anche con il Muggia, per l’ennesima volta, la settimana scorsa è  successo); non va bene quando veniamo, ancora una volta, bocciati perdendo contro una delle grandi del torneo ancora prima di entrare in campo; non va bene quando la incredibile passione dei tifosi dell’ Heraclia viene non solo maltrattata ma calpestata da un atteggiamento generale della squadra che non si può condividere. Per tutto questo, se avessi avuto il telecomando, Domenica  pomeriggio l’avrei usato senza incertezze: perchè non sono contento e soprattutto non mi adeguo.

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