Il Letargo

Esistono tanti tipi di sonno: quello dei giusti (sempre più raro per mancanza di materia prima); quello della ragione (sempre più presente per generalizzata sovrabbondanza di imbecillità in tutti i campi), quello ristoratore che ritempra dopo le fatiche della giornata etc. etc. In questa occasione ci si deve occupare del sonno o del colpo di sonno che ha colto d’improvviso la Pall. Eraclea nel quarto tempo della gara disputata a Caorle questa sera e persa contro i padroni di casa, maldestramente, per 63 a 55. Si potrà obbiettare: ma è Aprile e sin da bambini le suore dell’asilo ci insegnavano l’antico adagio "Aprile dolce dormire": d’accordo, il vecchio proverbio ci può anche stare ma vedere dieci ragazzi in mutande e canottiera verde andare improvvisamente in letargo tutti insieme nello stesso momento assieme al loro allenatore è un fenomeno quantomeno curioso e degno di alcune riflessioni.
Innanzi tutto, sin dall’inizio della gara, la Pall. Heraclia Eraclea è sembrata come quei diesel nelle fredde giornate di Gennaio che scaldano il motore correndo a 20 all’ora rompendo le balle a tutti: fastidiosa ed infastidita per essersi alzata troppo presto, perchè fa freddo, perchè c’è la nebbia. Morale: il primo quarto si è chiuso con un misero 4 su 15 al tiro che la dice tutta sulla voglia, soprattutto mentale, di ben figurare. Improvvisamente però, la musica cambia ed un raggio di sole trafigge la sin a quel momento scombinata banda bianco-verde. Coach Murer, in un soprassalto di lucidità, innesta Turbo Basso (nel senso di Francesco) per vivacizzare la manovra e la mossa gli va alla grande, per la seconda volta consecutiva dopo la gara contro i Giants: Checco Vettori rifiorisce in regia senza l’assillo di portare palla e comincia a servire assists a livello industriale (alla fine saranno 8 i passaggi vincenti per lui) e anche Andrea Dalla Venezia riprende a segnare con buona regolarità (14 pts. 5/3 da due e 2/3 da tre; 2 assists e 17 di Val.). Conclusione: con tre bombe consecutive dei citati Basso, Vettori e Dalla Venezia oltre ai canestri di Andrea Fingolo ( 10 pts., 3/4 da 2 e 1/1 da tre; 9 di Val) il gap con il Caorle dapprima si riduce e con un breack di 13 a 0 la Pall. Eraclea si porta a condurre anche di 11 lunghezze sul 25 a 14 dopo tre minuti del secondo quarto. Il quarto finisce con la Heraclia in vantaggio per 36 a 29 e anche il terzo tempo è sulla stessa falsariga sul 48 a 44. Stupisce invece che all’appello siano pericolosamente mancati due elementi preziosissimi nell’economia di gioco della squadra: Capitan Paolo Casonato e Federico Toffoletto hanno risposto, purtroppo, negativamente alle ripetute sollecitazioni di coach Murer. E la loro lunga presenza sul terreno di gioco, nelle condizioni psico-fisiche che i ns. due beniamini hanno messo in luce ieri sera, ha rasentato per certi aspetti il suicidio tecnico tanto brutta è stata la loro prestazione soprattutto nell’ultimo parziale. E siccome è vero che le disgrazie non arrivano mai da sole, sfiga nera vuole che Stefano Darsiè sia rimasto ai box a causa di una influenza virale che lo ha costretto a fare i terzi tempi nel bagno di casa. Per cui niente alternative praticabili nei cambi in funzione di migliorare la difesa se non , forse, variazioni continue di difesa che avrebbero potuto mettere in crisi le carenze tecniche dei ns. avversari. Tant’è che l’Euromobil Caorle, rinfrancato sia dalla ns. pochezza in attacco (solo 7 punti negli ultimi dieci minuti) ma in particolare convintosi che non serviva molto per superare una difesa che solo di nome era tale, con un contro breack di 17 a 1 si è portato sul 61 a 49 a meno di due minuti dalla sirena finale chiudendo di fatto la gara che andrà agli archivi con il punteggio di 63 a 55 per i ns cugini grazie all’ennesimo colpo di coda di Andrea Dalla Venezia, ultimo ad alzare la bandiera bianca della resa. Dopo le buonissime prestazioni del girone di ritorno, quello che lascia perplessi se non preoccupati, è che l’assenza di Darsiè sembra abbia fatto ripiombare la Pall. Eraclea nelle ansie e nelle incertezze che la squadra aveva nella prima fase del campionato, proprio quando il rientro del ns. n° 11 era auspicato come salvifico. Probabilmente così è stato da Gennaio dal momento che una maggior possibilità di rotazione nei cambi ha permesso una più corretta ed oculata distribuzione delle fatiche nei ns. giocatori: vedere però arrancare una stanchissimo Capitan Casonato ed un altrettanto fuori condizione Federico Toffoletto come si è visto ieri sera non è stato particolarmente
edificante, soprattutto se guarda in prospettiva play off.

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