I numeri di una sconfitta

Gli appassionati di numeri e statistiche, se potessero analizzare le cifre della gara persa dalla Heraclia Eraclea contro il Graphistudio di Spilimbergo, sabato 27 Ottobre, per 74 a 71 andrebbero a nozze. E gli studiosi della psiche umana, pure.Perchè ieri pomeriggio nel Palazzetto dello Sport di Spilimbergo, come una novella Penelope, la Pall. Heraclia Eraclea ha fatto e disfatto la tela, tutta da sola senza l’aiuto, peraltro interessato, dei giocatori avversari che hanno invece intelligentemente capito che qualsiasi tentativo di fare qualcosa che non fosse il nulla sarebbe stato, per loro, alla fine controproducente. Ed i numeri della partita dicono in buona sostanza questo: fine dei primi due quarti Eraclea 42 Spilimbergo 26. Differenza + 16.
E questa differenza era frutto di una buona percentuale al tiro (15/26 da due e 2 /7 dalla lunga distanza) con 19 rimbalzi totali ed un sostanziale equilibrio tra falli provocati e falli subiti (14/12). Al di là dei numeri comunque, una buona prestazione di tutti i giocatori scesi in campo con una menzione speciale per Stefano Facco, finalmente in partita con 8 pts, 4 rimbalzi ed una attenta difesa sui lunghi avversari. Un’altra segnalazione di merito va poi attribuita a Dalla Venezia che, oltre ad imbrigliare, assieme a Toffoletto e Fingolo, la ns. vecchia conoscenza Vuanello, costringendolo a zero punti nei primi due quarti, aveva realizato 10 pts con un ottimo 5/6 da due, 3 rimbalzi, 3 recuperi ed un assist come ciliegina prelibata sul gelato a suggellare una prestazione sino a quel momento super. A questo punto della gara, solamente i catastrofisti di professione oppure i più lungimiranti portasfiga avrebbero potuto ipotizzare l’esito finale della gara che ha premiato con la vittoria i Friulani, il cui massimo sforzo, ripeto, è stato quello di rientrare in campo e credere sino in fondo nella vittoria finale, con la squadra biancoverde rimasta invece negli spogliatoi a rimirarsi allo specchio per quanta bravura e capacità aveva manifestato nei primi 20 minuti di gioco. Il terzo quarto ha presentato infatti una Heraclia irriconoscibile, abile invece a subire il break avversario di 16 a 2 al 7° minuto di gioco, capace di segnare solo la miseria di quatto punti nei primi otto minuti di gioco e 10 nel corso dell’intero quarto.
Fine dei giochi e delle speranze: il quarto periodo, pur nella alternanza del risultato, ha manifestamente
dimostrato sul parquet c’erano, mentalmete e fisicamente, solo i biancorossi friulani, guidati da un ottimo De Simon, top scorer con 24 punti e con due bombe consecutive nella parte finale dell’incontro capaci di stroncare sul nascere ogni ns. velleità.
Che peccato. Soprattutto visti i primi due quarti dove la Heraclia pur non pigiando al massimo sull’acceleratore, era riuscita a sopravvanzare e di molto lo Splimbergo, apparso smarrito in attacco ed incapace di organizzare una difesa almeno accettabile per attutire i danni provocati dal trio Dalla Venezia, Toffoletto e Facco. Che peccato quel terzo quarto. Che peccato e che fastidio …

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