I mattoni

Scrivo queste note sull’onda della emotività e della  passione che mi ha condotto per mano durante tutto l’incontro vinto a Roncade, contro la squadra locale, per 73 a 68. Dovrei aspettare forse almeno 24 ore per metabolizzare forse un po’ di più quanto visto sul parquet trevigiano ma ho come la sensazione che domani non saprei trasmettere in senso compiuto quanto ho (abbiamo) provato durante tutta la partita. Un misto di ansia, tensione, rabbia, felicità (parola forse un po’ grossa ma tant’è) euforia, soddisfazione. La vittoria conseguita contro il Texa Roncade è stata infatti prima di tutto la vittoria di una squadra con 10 giocatori 10 scesi in  campo che hanno, ciascuno per proprio conto, fornito un mattone dopo l’altro per costruire uno splendido e importantissimo risultato.
Abbiamo (hanno) sconfitto la diretta rivale per il terzo posto buono per i play off ed ora con una partita in meno e due punti in più probabilmente prevedere questa piazza come risultato finale nella regular season non è più del tutto utopia. Un monumentale Casonato (25 pts; 3/5 da 2 e 5/4 da 3; 8 rimbalzi; 3 assistenze e 38 di valutazione) assieme ad uno splendido Vuanello soprattutto nei primi due quarti (18 pts.; ben 7 rimbalzi e 4 assists più una stoppata; 18 di val.) e a un devastante sotto canestro capitan Vio (18 pts.; 7/9 da sotto e 9 rimbalzi; 25 di val.) sono state le tre punte di diamante di una Heraclia che ha costruito la vittoria soprattutto sulla difesa sui “piccoli” del Roncade. Il terzetto Cadorin, Visentin e Lazzari, che nell’incontro d’andata ci aveva fatto vedere i famosi sorci verdi,  è stati annichilito dal magistarle controllo operato dalle ns. guardie, in particolare Lena e Chiesurin oltre a Goran Blazic che ha ben debuttato stasera con la maglia Biancoverde. Oltre a loro, una particolare nota di merito, a mio avviso, va assegnata a Stefano Darsiè che si è sacrificato oltre l’immaginabile nella difesa contro i tiratori avversari (8 rimbalzi e 4 assists e 13 di valutazione finale). Se consideriamo che al temibilissimo Visentin, tiratore principe della Texa Roncade, sono state concesse solo tre bombe da 3, con l’ultima delle quali a 52 secondi dalla sirena finale che c’è costato il temporaneo pareggio sul 68 pari, si può comprendere facilmente l’intensità, la continuità, la determinazione e la grande voglia di vincere che tutti e dieci i giocatori dell’Heraclia hanno profuso nel parquet avversario. Parquet avversario per la prima volta violato dalla ns. squadra, per l’immensa soddisfazione del pubblico di Eraclea che anche in questa occasione ha riempito per due terzi almeno le tribune della palestra trevigiana e con altrettanta soddisfazione, credo, per il tesoriere del Roncade.
Ma questa è un’altra storia.

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