Heraclia Eraclea – Melsped Padova 61-79

Heraclia Eraclea: Vuanello 9, Pomello 1, Vettori 9, Vio 10, Casonato 17, Lena 4, Darsiè 0, Chiesurin 3, Boso 2, Cia 6.
All. Murer.

Melsped Padova: Gherardini 12, Fedrigo 14, Nanti 0, Tognana, Zanovello 12, Voltolina 2, Pin Dal Pos 7, Capelli 12, Germani ne, Magro 0, Cagnin 20.
All. Rubini.

ARBITRI: Somensini di Malerba del Garda e Coffetti di Bergamo.

NOTE: parziali 20-17, 39-37, 47-51.

la cronaca veneziana:

Non si ferma la crisi di risultati dell’Heraclia Eraclea; ad approfittarne questa volta la Melsped Padova, che nell’ultimo parziale annulla la resistenza dei padroni di casa e dilaga. Una sconfitta amara, se si pensa che nei primi 30′ minuti di gioco i biancoverdi di Murer erano riusciti a tenere testa perfettamente alla corazzata patavina (che può contare su ottimi elementi come gli ex Reyer Gherardini, Fedrigo e Pin Dal Pos). L’ultimo quarto invece non ha avuto storia, con i padroni di casa stremati e incapaci di arginare il quintetto di Rubini, tonico e preciso fino alla sirena conclusiva. Il vantaggio, acquisito nelle prime giornate, rispetto alle zone paludose della classifica, permette ad Eraclea di rimanere in piena zona playoff, anche se la vetta dista ora ben 6 lunghezze. A pesare sono soprattutto i punti persi con Roncade e Muggia, dato che un ko contro Padova può essere preventivabile; assolutamente da non sbagliare sarà però l’appuntamento di sabato prossimo quando i veneziani andranno a far visita al San Daniele, fanalino di coda.

Tommaso Vianello

e quella padovana:

Eh sì, questa è la Melsped. Capace di farsi imbrigliare in gare paludose da squadre di seconda o terza linea, ma anche di sfoderare la prestazione scintillante contro l’avversaria diretta. Era successo alla prima giornata, quando il quintetto di Daniele Rubini seppellì Roncade; l’evento si è ripetuto sabato sera ad Eraclea, dove nell’ultimo quarto Padova ha inchiodato senza pietà un’altra delle probabili contendenti per la promozione. Dopo una partenza ad handicap (9-3 Eraclea al 5′) il coach biancorosso chiama il minuto e la squadra reagisce, impattando a quota 14 al 9′, ma l’Heraclia non ci sta e piazza in pochi secondi un controparziale di 6-0, cui mette una pezza Cagnin con una tripla a fil di sirena. Sull’abbrivio Padova infila un bel 10-0 in avvio di secondo quarto, portandosi sul +4 (20-24); al 15′ però è ancora parità. Fedrigo e Gherardini mettono in difficoltà la difesa dei padroni di casa, che restano a ruota segnando praticamente solo dalla lunetta (10/12 nel secondo periodo). Di alcune decisioni arbitrali contestate dai padovani fa le spese Zanovello, sanzionato con un tecnico al 19′ grazie al quale Eraclea va negli spogliatoi avanti di 2. Nella ripresa i padovani serrano maggiormente le fila della difesa, tutti portano il loro mattoncino in attacco e al 27′ la Melsped si porta a +6 (42-48). Murer allora chiama a raccolta i suoi, che negli ultimi 3 minuti riescono a contenere Padova; ma la sensazione è che la Melsped dopo avere studiato e sfiancato l’avversario stia per sfoderare il colpo del ko. Infatti, l’inizio dell’ultima frazione è decisivo: in 5 minuti i padovani confezionano un devastante 14-0 (Cagnin è chirurgico, Capelli un martello) per il 47-65 che annichilisce gli avversari e ammutolisce i numerosi tifosi di casa. Murer chiama timeout, ma la stalla è ormai vuota. Eraclea è al tappeto e la Melsped dilaga: 54-77 quando a -2’14” Murer spende l’ultima sospensione della gara per ordinare a suoi un pressing che almeno salvi la faccia mentre sulla panchina padovana si sprecano gli high five. Bella partita e gran bella Melsped, che sembra possedere un innato istinto del killer quando la situazione lo richiede. L’avversaria era davvero di tutto rispetto e non si è tirata indietro in un match fisico e duro, anche mentalmente, durante il quale – annotazione non marginale – le squadre hanno sempre difeso individuale. Ciò non fa altro che esaltare lo spessore del successo di Cagnin e soci, che hanno idealmente lanciato il guanto di sfida a Bassano, l’unica ancora imbattuta del girone.

d.p.

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