Gli occhi di Tigre

Radersi è una rottura, ne converranno con me tutti i maschietti; radersi tutte le mattine poi è una rottura al quadrato. Quante volte mi capita al Sabato e alla Domenica, se non ci sono impegni formali, di non radermi con la scusa di far riposare la pelle (alibi tra i più banali) mentre la realtà è quella di rendere ancora più evidente, a me stesso e agli altri, il sentirmi rilassato e perchè no indolente, almeno in quei due giorni. Poi il Lunedì si ricomincia, con sapone, lametta, dopobarba etc. e mi rado con maggiore cura del solito se durante il giorno ho un impegno di lavoro a cui tengo in maniera particolare. Passare la lametta sul viso quindi non rappresenta più una scocciatura ma prima di tutto un atteggiamento mentale, un sentirsi, a rasatura terminata, pronti per l’impegno da affrontare.

Per questo quando qualcuno, prima della partita con lo Jadran di Gorizia di ieri pomeriggio, mi ha ha fatto notare che Matteo Vio si è presentato perfettamente rasato, pur essendo Domenica, ho pensato tra me e me che le cose in campo non sarebbero andate poi tanto male e l’atteggiamento del ns. numero 8 sarebbe stato quello giusto per un impegno così importante.  E così infatti è stato, per ns. fortuna: Vio, nei 27 minuti in cui ha giocato, è stato l’anima della squadra,lottando come un leone sotto i tabelloni, catturando undici rimbalzi in difesa e ben 7 in attacco. Ha sbagliato un po’ troppo da sotto, è vero, ma ha anche subito 8 falli realizzando 8 dei 9 tiri liberi a disposizione. Alla fine 16 punti e + 30 di valutazione allo score. L’atteggiamento giusto per un vincente che non ha avuto paura di vincere. Perchè è questo che tra il pubblico nettamente si è avvertito: una tensione che si poteva tagliare con il coltello. La paura di non ottenere l’obiettivo minimo al quale la Heraclia aspirava sin dall’inizio del torneo era  a tal punto palpabile che  battere la squadra goriziana, appiccicosa e fastidiosa sino al termine del terzo quarto (50 a 49 a ns. favore) alla fine è stato più difficile di quanto il risultato finale, 74 a 66, non indichi. L’obbiettivo minimo comunque,permanenza in C 1 con accesso ai play off, al termine di questa gara tutt’altro che bella ma molto molto intensa, è stato raggiunto: incontreremo il Conegliano, al meglio dei tre incontri con eventuale bella  fuoricasa, a partire da Domenica prossima. A detta di tutti siamo una specie di mina vagante, capace di grandi imprese come di cadute rovinose. I mezzi tecnici per ben figurare ci sono tutti e anche se fisicamente non siamo al massimo (anche ieri Delle Monache era a mezzo servizio per non parlare poi di Fingolo) credo tuttavia che sia sulle ns. corde superare Conegliano, che abbiamo già peraltro battuto nel girone d’andata della regular season. Ma le ns. capacità fisiche e tecniche forse potrebbero anche non bastare se non si saprà coniugare ad essi il giusto atteggiamento mentale, quello che il mitico allenatore di volley, Julio Velasco, chiamava ” gli occhi di Tigre”. O molto più prosaicamente potrebbe bastare, forse, radersi anche se è Domenica. 

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