Gli assenti hanno sempre torto

Chi non ha assististo all’incontro di Domenica 31 Aprile, in quel di Conegliano non può comprendere, neppure se lo si fa raccontare dal miglior narratore in circolazione, l’impresa compiuta dalla Heraclia contro la locale formazione biancorossa. E poichè tra i tanti difetti  ho anche quello di non saper narrare bene, vorrei raccontare solo dei 5 minuti finali dellla quarta frazione di gioco, durante i quali ogni tipo di emozione, dalla paura di perdere all’entusiasmo, dallo sconcerto alla speranza fino alla gioia e alla soddisfazione finale hanno attanagliato, come in una morsa, il mumerosissimo pubblico di Eraclea presente nella cittadina trevigiana.

In quei cinque, passionali, minuti finali è successo che siamo riusciti a contenere gli ultimi tentativi del Conegliano di rimettere in sesto una partita che li ha visti sempre soccombere, se non sempre nel punteggio, almeno nel gioco espresso. Mai infatti la compagine trevigiana è riuscita ad esprimersi ai consueti livelli della stagione regolare dal momento che i biancoverdi di Eraclea, con una difesa stepitosa per tutta la durata della partita, sono riusciti a farli andare in totale confusione di gioco. Ed il merito di questo va innanzi tutto a coach Murer che ha preparato la partita in maniera splendida, studiando raddoppi ed aiuti in difesa in quantità industriale, specie sui lunghi avversari e sul portatore di palla, che se hanno da una parte limitato, per falli, l’utilizzo di Vio dopo solo 5 minuti del primo quarto dall’altra ha costretto l’allenatore del Conegliano a rivoluzionare bel presto il quintetto iniziale inserendo le seconde linee. E così tra breack e contro breack si è arrivati a metà del terzo quarto di gioco quando L’Heraclia, grazie ad un Vuanello finalmente micidiale cecchino (4/5 da tre; 5 rimbalzi difensivi; 18 punti finali e + 22 di valutazione finale) ed a un Cigarini non solo abile regista (3 assist) ma anche implacabile realizzatore (19 punti totali con 4/6 dall’area grande), ha accumulato un vantaggio di 7 punti su coloro che solo tre settimane prima l’aveva strapazzata. E si è arrivati alla quarta frazione di gioco e mentre vedevo il vantaggio limarsi inesorabilmente sino ad arrivare a + 4 a 120 secondi dalla fine, mi ripetevo che non meritavamo di perdere, no, non potevamo perdere per quello che avevamo fatto sino a quel momento e per come lo avevamo fatto, e volevo urlarlo così come stavano urlando, incitando la squadra, tutti i tifosi di Eraclea sulle tribune, più della metà del pubblico presente. Ma non sono stato costretto a stramaledire la sfiga o chissa cos’altro, perchè i due ultimi tiri liberi di Dalla Venezia, entrambi realizzati a una manciata di secondi dalla fine dell’incontro, hanno definitivamente sciolto la tensione e aperto il cuore ad una inebriante serenità e soddisfazione. E l’immagine finale di Vuanello che alza il pallone a mò di trofeo a 3 secondi dalla sirena finale, senza che un avversario cercasse di ostacolarlo, (chi più di lui, trevigiano, poteva fare questo gesto?) rappresenta l’emblema di una vittoria conquistata con l’intelligenza e con il sacrificio collettivo. Ecco perchè gli assenti hanno avuto torto: non hanno potuto assaporare, in prima persona, il piacevole sapore della vittoria di Domenica sera, dura, sofferta, esaltante. E per coloro che non c’erano, ora tuttavia c’è la prova  d’appello: il ritorno di mercoledì sera ad Eraclea dove sarebbe bello poter nuovamente gustare, anche soffrendo perchè nò, quanto provato a Conegliano.

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