E tre!

Mi viene spontaneo commentare la vittoria di ieri sera al Palalargon sul Vigor di Conegliano nella gara di andata del 2 turno di Coppitalia, dalla fine dell’incontro,  quando Matteo Cerchier, 17 anni e con il 18 stampato sulla maglietta biancoverde dell’Heraclia,  ha messo a segno, quelli che credo siano i suoi primi due punti in prima squadra, fissando sul 81 a 59 il risultato finale. A quel punto, e lo dico per chi non c’era ieri sera, attorno a me è scoppiata un’ovazione che credo, interpretando gli umori dei tifosi presenti, non fosse rivolta solo al giovane giocatore delll’ Eraclea ma all’intera squadra. Perchè anche ieri sera, e sono tre consecutive, ci siamo divertiti.
Abbiamo assistito infatti ad una buona rappresentazione di talento, fantasia, frontatezza e perchè no, compattezza. Abbiamo battuto certamente un Conegliano rimaneggiato che, tuttavia almeno nei primi due quarti dell’incontro, ci ha fatto vedere i classici sorci verdi: più bravi loro o ancora troppo imballati i ns.? Questo dilemma si è sciolto al rientro dall’intervallo lungo quando, con tre contropiede consecutivi, l’ Eraclea con i “giovani virgulti”  in campo a suonare ancora una volta la carica, ha rotto il sostanziale equilibrio tra le due squadre ed ha preso letterralmente il sopravvento sui Trevigiani.  E se c’è una certezza almeno per il momento, questa consiste nel fatto che oltre alla conferma dei senior (se li chiamo senatori, termine con la stessa radice, che si incazzino?) abbiamo, rispetto all’anno scorso, nei ns. babies dei cambi talentuosi e sfrontati, pronti a dare un contributo determinante sia qualitativo che quantitativo. Ed i tifosi della Pallacanestro Eraclea questo lo hanno capito, aprendo un credito di fiducia e simpatia nei confronti dell’intera squadra come da tempo non si vedeva e che non è stato disatteso. Certo, avremo da affrontare, sia già Mercoledì prossimo nel ritorno a Conegliano e poi  durante il campionato che sta per cominciare, anche avversari probabilmente più preparati e più forti di quanto lo siamo noi; probabilmente potremmo subire anche sconfitte sonore che ci faranno male: ci sta ed è giusto che ci stia. Ma per intanto ci stiamo divertendo e non è detto che non si continui a farlo.

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