Clima da Play Off

Il clima dei play off, lo dicono gli esperti, è totalmente diverso da quello della stagione regolare ed essere arrivati al terzo posto, purtroppo non ci deve dare motivi nè di consolazione nè di certezze per il futuro. La prova la abbiamo avuto subito, sin da gara 1 dei quarti di finale contro il Texa Roncade,  finita con una sconfitta per 67 a 65, sconfitta da molti ipotizzata ma maturata tuttavia in modo incredibile e per certi versi inspiegabile. Eppure, come sempre, una o più spiegazioni ci sono. Come il gatto con il topo, il Texa Roncade, arrivato probabilmente al proprio limite psico-fisico e quindi in difficoltà a resistere a lungo ad avversari che fanno della velocità di gioco e alla rapidità di movimento la loro arma migliore,  ci ha lasciato prima sfogare sino ad un + 18 ed ci ha illluso quindi di aver la partita in mano.
Poi lentamente ma inesorabilmente ha cominciato a serrare le distanze, approfittando anche che la velocità dei ns. “piccoli”  Chiesurin, Blasic e Lena stava venendo meno anche per l’accrescere del numero dei falli a noi sanzionati (ben 11 a 1 nel terzo quarto: evidentemente siamo stati molto aggressivi nel voler difendere il vantaggio in doppia cifra sino a quel momento accumulato). E anche l’entrata in campo di un claudicante Francesco Vettori non ha potuto certamente fermare, se queste erano le premesse ed i tempi di inserimento, il riaggancio dei trevigiani avvenuto quando il tabellore segnava 1 e 41 alla fine della partita, sul punteggio di 58 a 58. Da questo momento in poi è stato come rivedere un già visto, in particolare proprio l’incontro contro il Texa nel girone di ritorno, finito in quella occasione a ns. favore per 73 a 68 e la speranza che anche questa volta il risultato finale fosse lo stesso di tre mesi orsono è rimasta intatta sino alla fine della partita. Non è stato suicidio, come qualcuno ha commentato con non poca dose di ironica presunzione e acredine nei ns. confronti  ma una autentica gara da play off dove l’esperienza, la tenacia e la sagacia tattica fanno sicuramente da contraltare alla freschezza ed alla velocità. Volessimo ora essere ottimisti a prescindere, probabilmente dovremmo dire che abbiamo sfiorato il colpaccio in casa di uno storico avversario che ci ha sempre fatto pagare fino in fondo i ns. successi ed aver ottenuto tale risultato con una squadra abbondantemente deficitaria dal punto di vista fisico è comunque motivo di speranza per le due gare di ritorno al Palalargon. Volessimo essere pessimisti, invece, dovremmo dire che anche l’anno scorso con lo Jesolo nella gara di andata di Semifinale dei play off abbiamo sfiorato la vittoria, sempre in trasferta, e sappiamo poi come andò a finire. In entrambi i casi,  un particolare curioso per i più scaramantici: c’è un sottile filo rosso che lega la gara di ieri sera contro il Roncade a quella di Jesolo dello anno scorso: la presenza, sempre come leale e corretto avversario, di Jacopo Stefani, attualmente pivot dei trevigiani e l’anno scorso nello stesso ruolo, tra le file dello JSD. Mercoledì sera, la prima sentenza: io non sono sicuramente superstizioso. Tuttavia…

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