Ci ha lasciato Angelo Svalduz

Angelo Svalduz, 68 anni, veneziano doc ma coneglianese di adozione è morto sabato sera colpito da infarto nella sua casa di Malindi in Kenya. Personaggio conosciutissimo non soltanto in città (Conegliano) per la sua lunga militanza nel mondo del basket e una vita dedicata al mondo del commercio degli elettrodomestici, aveva insieme ai figli un’agenzia di rappresentanza, dalla quale ultimamente si era ritirato per godersi la meritata pensione. In ambito sportivo aveva fatto parte e collaborato con numerose società di basket della zona e anche fuori regione (CCRS Conegliano, Gira Ozzano, Basket S.Vendemiano, Vittorio Veneto, Eraclea, Bears Mestre), contribuendo a farle crescere e mantenendo negli anni i rapporti con tutti i “suoi giocatori”, come amava chiamarli.
Da circa tre anni, pur continuando ad abitare a Conegliano aveva acquistato una casa in Kenya dove aveva stabilito il suo buen retiro e dove lo portava spesso la sua passione per l’Africa. Era partito per il suo ultimo viaggio da pochissimi giorni per terminare l’inverno al caldo. Venerdì sera aveva avuto un malore e, insieme ad alcuni amici italiani aveva deciso di andare a Nairobi per un controllo cardiaco. Soffriva infatti di diabete ed in passato era già stato colto da infarto. L’appuntamento era per il lunedì successivo. Sabato sera, dopo una cena con gli amici si era ritirato nella propria abitazione. Pochi minuti dopo era riuscito a telefonare ai vicini per avvertirli che stava male. Al loro arrivo non è servito a nulla chiamare i soccorsi. Lascia i figli Piero, Claudio e Sandro e la compagna Rossella. I figli sono oggi in partenza per l’Africa per riportare a casa la salma. Ci vorranno alcuni giorni per il rimpatrio e per poter stabilire la data dei funerali. Uomo tutto d’un pezzo Angelo aveva sempre affrontato di petto la vita e così anche nel suo ultimo appuntamento. "Estremo fino alla fine" -il commento di uno dei più cari amici. Un uomo di vecchio stampo, elegante e deciso, a volte un po’ guascone, ma dotato di una generosità al di fuori del comune. Aveva ad esempio dato il suo concreto contributo nella creazione dell’orfanatrofio allestito a Malindi da Elvio Rizzato. Angelo per chi come noi ha avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo era la rappresentazione di un vecchio leone. E come tale se ne è scappato via dalla vita. Con l’ultimo ruggito di un leone mai domo. Di lui ci restano tante immagini impresse nella memoria, ma soprattutto quella di un uomo dal cuore d’oro, quello stesso cuore che alla fine lo ha tradito.

Articolo tratto dal Gazzettino

 

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