Giù il sipario!

In una umida e piovosa serata di inizio Maggio, i sogni della Pall. Eraclea per la stagione 2006/07 sono definitivamente svaniti Non quelli di andare in B2 come qualcuno ha erroneamente scritto ma quello di disputare, come l’anno scorso almeno la semifinale play off. E’ mancato poco che questo obiettivo, a cui tutti tenevano in modo particolare, non fosse centrato ma la sfiga  (chiamata in causa sempre come alibi generalista e omnicomprensivo) sommata ad una condizione psico-fisica non al top nel momento cruciale del torneo a sua volta unita ad una serie di gravi infortuni ci ha privato dell’ultima soddisfazione. In realtà, ne siamo tutti consapevoli, l’inizio della fine per le aspettative della Pall. Eraclea è coinciso con la gara casalinga contro il Codroipo durante la quale Stefano Darsiè ha subito il grave infortunio che tutti sappiamo: ebbene da qual momento un velo di tristezza per l’accaduto e di malinconia per quello che, obbiettivamente a meno di miracoli, non sarebbe più potuto accadere ha permeato l’intera società Pall. Eraclea, dai giocatori ai tecnici ai dirigenti.

Perchè, è fondamentale ricordarlo, l’apporto di Darsiè all’economia della squadra, è andato al di là dei numeri, peraltro estremamente positivi, che lo scout ha proposto settimanalmente. La bravura del ns. numero 11 sta soprattutto nella duttililità difensiva, nel saper cioè annullare e/o limitare  giocatori avversari di qualsiasi ruolo, dal pivot al play: dote e caratteristica impagabile per ogni allenatore e che, purtroppo, non viene mai evidenziata a sufficienza. La squadra, a mio avviso, ha risentito psicologicamente in maniera molto pesante a questo infortunio, quasi si sentisse improvvisamente priva di qualsiasi scudo protettivo ed incapace quindi di giocarsi con tranquillità e serenità le proprie carte nelcorso dei play off. Anche ieri sera, per lunghi tratti è parso di vedere la ns. squadra quasi rassegnata al ruolo di agnello sacrificale che essa stessa si è attribuito e solo raramente è stata in grado di uscire da questa spiacevole veste psicologica. Fisicamente i ns. giocatori hano dato tutto, è innegabile: giocare senza Darsiè e senza praticamente Francesco Vettori contro una squadra avversaria come il Texa Roncade, che fa della esperienza e della furbizia tattica la propria arma vincente non è stato solo dispendioso ma alla fine ancghe frustrante. A nulla è valso il solito consistente contributo in punti di Casonato (22 ), apparso più volte parecchio stanco e quindi scarsamente lucido, soprattutto in attacco; altrettanto inutile l’ottima gara di Matteo Vio che con  21 pts; 7/9  da sotto e 12 rimbalzi (28 di Val.) possiamo considerare il MVP della Pall. Eraclea, almeno per questa gara. In tutta onestà credo che in queste condizioni non potevamo probabilmente fare di più e quanto realizzato è stato fatto con grande onestà e dedizione e per questo i ns. giocatori, credo, si meritino un grandissimo ed affettuoso ringraziamento. Questo è l’ultimo commento: come è ovvio, avrei preferito continuare a scriverne altri per questa stagione agonistica ma tant’è: in questo clima da ultimo giorno di scuola, dove tutti o quasi, in prossimità della imminente separazione fanno professione di eterna amicizia ed auguri di rivedersi alla ripresa, mi auguro solo di poter continuare, come quest’anno, a raccontare di una Pall. Eraclea ad alto livello anche nel prossimo anno. Sarebbe, questo sì, un bel risultato per tutti.


Clima da Play Off

Il clima dei play off, lo dicono gli esperti, è totalmente diverso da quello della stagione regolare ed essere arrivati al terzo posto, purtroppo non ci deve dare motivi nè di consolazione nè di certezze per il futuro. La prova la abbiamo avuto subito, sin da gara 1 dei quarti di finale contro il Texa Roncade,  finita con una sconfitta per 67 a 65, sconfitta da molti ipotizzata ma maturata tuttavia in modo incredibile e per certi versi inspiegabile. Eppure, come sempre, una o più spiegazioni ci sono. Come il gatto con il topo, il Texa Roncade, arrivato probabilmente al proprio limite psico-fisico e quindi in difficoltà a resistere a lungo ad avversari che fanno della velocità di gioco e alla rapidità di movimento la loro arma migliore,  ci ha lasciato prima sfogare sino ad un + 18 ed ci ha illluso quindi di aver la partita in mano.
Poi lentamente ma inesorabilmente ha cominciato a serrare le distanze, approfittando anche che la velocità dei ns. “piccoli”  Chiesurin, Blasic e Lena stava venendo meno anche per l’accrescere del numero dei falli a noi sanzionati (ben 11 a 1 nel terzo quarto: evidentemente siamo stati molto aggressivi nel voler difendere il vantaggio in doppia cifra sino a quel momento accumulato). E anche l’entrata in campo di un claudicante Francesco Vettori non ha potuto certamente fermare, se queste erano le premesse ed i tempi di inserimento, il riaggancio dei trevigiani avvenuto quando il tabellore segnava 1 e 41 alla fine della partita, sul punteggio di 58 a 58. Da questo momento in poi è stato come rivedere un già visto, in particolare proprio l’incontro contro il Texa nel girone di ritorno, finito in quella occasione a ns. favore per 73 a 68 e la speranza che anche questa volta il risultato finale fosse lo stesso di tre mesi orsono è rimasta intatta sino alla fine della partita. Non è stato suicidio, come qualcuno ha commentato con non poca dose di ironica presunzione e acredine nei ns. confronti  ma una autentica gara da play off dove l’esperienza, la tenacia e la sagacia tattica fanno sicuramente da contraltare alla freschezza ed alla velocità. Volessimo ora essere ottimisti a prescindere, probabilmente dovremmo dire che abbiamo sfiorato il colpaccio in casa di uno storico avversario che ci ha sempre fatto pagare fino in fondo i ns. successi ed aver ottenuto tale risultato con una squadra abbondantemente deficitaria dal punto di vista fisico è comunque motivo di speranza per le due gare di ritorno al Palalargon. Volessimo essere pessimisti, invece, dovremmo dire che anche l’anno scorso con lo Jesolo nella gara di andata di Semifinale dei play off abbiamo sfiorato la vittoria, sempre in trasferta, e sappiamo poi come andò a finire. In entrambi i casi,  un particolare curioso per i più scaramantici: c’è un sottile filo rosso che lega la gara di ieri sera contro il Roncade a quella di Jesolo dello anno scorso: la presenza, sempre come leale e corretto avversario, di Jacopo Stefani, attualmente pivot dei trevigiani e l’anno scorso nello stesso ruolo, tra le file dello JSD. Mercoledì sera, la prima sentenza: io non sono sicuramente superstizioso. Tuttavia…

L’occasione perduta

Sabato sera, finalmente si torna a giocare (loro); finalmente si torna a vedere la ns. squadra, dopo due settimane di pausa, in campo. Che sofferenza questi 15 giorni senza Pall. Eraclea: una vera crisi d’astinenza. Soprattutto dopo la splendida vittoria sul Bassano che ci ha garantito, qualsiasi risultato i ns. avversari potessero conseguire nel finale di torneo, la matematica certezza del terzo posto in regular season. In programma l’incontro con il Bluenergy di Codroipo, già battuto nella gara di andata dopo due tempi supplementari, affamato di punti per la lotta per i play off e quindi a caccia del colpaccio a ns. spese. 
Tuttavia, non ci frega più di tanto il risultato finale e questa gara è, anzi, una ottima occasione per vedere all’opera i ns. babies, finalmente in campo sin dai minuti iniziali. Ed lo starting five (equivale al quintetto iniziale, ma fa più figo) corrisponde alle riflessioni ed alle aspettative dei più, oltrettutto considerando che non tutti i giocatori sono al massimo della condizione e ci serviranno perfettamente integri ed in forma per i turni di play off. Via quindi con Lena in regia, Chiesurin (dopo un pò sostituito da Blazic)  come guardie, Boso nel ruolo di lungo e il solo Vuanello, un combattente nato che probabilmente non ci sta a perdere neanche a sudoku, a rappresentare il classico quintetto iniziale, in campo come ala. La partita, come hanno visto tutti, è stato un continuo elastico nel punteggio tra i friulani e la ns. squadra che tuttavia, pur con le cosiddette seconde linee in campo, non ha demeritato affatto. E questa è la prova provata che il costante e continuo utilizzo di questi ragazzi durante tutto il torneo, ha dato i frutti sperati dalla società: valorizzare i giocatori più giovani; motivarli tenendoli sempre sotto tensione perchè sanno che possono entrare in qualsiasi momento della gara; salvaguardia psico-fisica da figuaracce barbine per quegli atleti che, non al top della condizione, sono tuttavia chiamati a spremersi anche quando non sarebbe nè utile tantomeno necessario. Il risultato finale è noto: la Heraclia Pall. Eraclea, alla fine di una gara tirata almeno per tre quarti e mezzo, ha dovuto soccombere, per 80 a 65, alla irruenza di una Bluenergie Codroipo molto più motivata e determinata, con un splendido Vuanello, (25 pts. finali, con tre bombe su 5 tentativi e 6 rimbalzi, 25 di Val) una spanna sopra tutti i suoi compagni. Una sconfitta, come detto, assolutamente ininfluente e che non deve lasciare l’amaro in bocca al numerosissimo pubblico, ancora una volta presente al Palalargon, che sicuramente ha compreso che, quando si presentano opportunità di sperimentare e provare con i due punti in palio (le amichevoli non presentano mai lo stesso pathos della gara ufficiale) queste si devono cogliere immediatamente. E’ stata pertanto, una gara utile perchè fondamentalmente finalizzata ad oliare, se mai c’era bisogno, alcuni meccanismi difensivi non del tutto perfezionati oltre che alcuni giochi d’attacco non particolarmente fluidi, soprattutto in presenza di difese aggressive e sistematicamente al limite del fallo come quella dei ns. avversari di ieri sera.
…Poi una incolpevole spinta del mio vicino di posto, mi ha improvvisamente riportato alla realtà del vero incontro disputato, dove eccezion fatto per il risultato finale di 80 a 65 per i ns. avversari, per la favolosa seppure inutile prova di  Andrea Vuanello e per l’infortunio a Stefano Darsiè (speriamo non sia grave), quanto accaduto è stato, purtroppo, l’esatto contrario di quanto sin qui raccontato… Che peccato.

Final Four Provinciale

Mercoledì 11 e Giovedi 12 Aprile p.v., presso il Palalargon, si svolgeranno le fasi finali provinciali del torneo Under 18.
A questa fase è iscritta anche la rappresentativa della Pall. Eraclea che arriva alla Final Four ancora imbattuta.


Gli orari degli incontri sono i seguenti:

Mercoledì 11/4/2007
Ore 19: Pall. Eraclea vs. Pall. Jesolo.
Ore 21: Mestrina vs. Favaro

Giovedì 12/4/2007
Ore 19: Finale 3/4 posto
Ore 21: FINALE 1/2 POSTO

Lettera aperta al Presidente del Fiorese Basket Bassano

Carissimo Sig. Presidente,
La ringraziamo vivamente dell’augurio formulatoci nell’intervista apparsa sul Gazzettino Edizione di Vicenza-Bassano del 30 Marzo us.
Sarebbe veramente piacevole poterci nuovamente incontrare sul parquet, nel proseguio dei play off perchè ciò vorrebbe dire che, almeno la semifinale e per entrambe le squadre, è stata stata raggiunta.
Un ottimo risultato.

E fa altrettanto piacere che, sempre in un passaggio della medesima intervista, Lei abbia voluto minimizzare il battibecco tra alcuni giocatori delle ns. due squadre con:” qualche frase sopra le righe, ma niente di più”.
Finalmente qualcuno che, con civiltà e signorilità, riconosca che l’adrenalina accumulata durante un incontro, nel dopo gara debba invece lasciare il posto alla tranquillita ed alla serenità di giudizio.

Finalmente il tanto reclamizzato terzo tempo del rugby comincia ad attecchire in altre discipline sportive e tra tutti i protagonisti di tali avvenimenti.

Era ora.

Nell’augurare alla squadra che Lei presiede, ai giocatori ed ai tecnici tutti, ogni fortuna in vista della finale di Coppa Italia del 5 Aprile a Milano, rinnovandole la ns. stima, La salutiamo con cordialità.

Gianpaolo Giacomini
Ufficio Stampa
Pallacanestro Eraclea

Quarto e ultimo stop

Quarto e ultimo stop, dovuto alla formula del campionato a 14 squadre, per l’Heraclia Eraclea che approfitta di questa sosta e della pausa per le festività pasquali per tirare il fiato in vista degli imminenti playoff. Un traguardo raggiunto con 5 giornate d’anticipo e che l’ambiente biancoverde aspetta con fiducia; a galvanizzare i sostenitori del quintetto di Murer sono soprattutto le recenti prestazioni dell’Heraclia, apparsa nelle ultime settimane in costante crescita. Il culmine di questa ascesa si è avuto lo scorso turno, con l’ottimo successo ottenuto contro il Bassano; tra i protagonisti di questa sfida, con 22 punti e 21 di valutazione, Andrea Vuanello, colui il quale, assieme a Vio, può essere a ragione considerato come il veterano di questa squadra dopo 3 anni trascorsi sul litorale.

«Per me- esordisce la trentacinquenne guardia- quella ad Eraclea è stata una bellissima esperienza; il contratto scadrà a giugno ma da parte mia c’è l’intenzione di continuare il mio rapporto con la società. In ogni caso prima ci sono i playoff da giocare». Playoff ai quali Vuanello e compagni arrivano da terza forza del campionato. «Nel girone d’andata avevamo il problema di non riuscire a vincere con le compagini delle zone nobili; ora invece anche con le ‘grandi’ abbiamo conquistato punti che, oltre a far classifica, danno morale in vista del rush finale». Prima della post season l’Heraclia è atteso dagli ultimi 2 turni di campionato, l’ultimo dei quali con i cugini del Caorle. «Per noi quella partita non avrà molti significati di graduatoria, ma si sa che un derby è sempre una sfida sentita in maniera particolare. Inoltre – conclude Vuanello – c’è la possibilità di incontrarli anche alla fase successiva, per cui dovremo già entrare in ottica playoff».

Tommaso Vianello

Grandiosi

Non ho altro aggettivo da usare se non Grandiosi per definire i ns. giocatori che ieri sera, sconfiggendo in maniera netta il Fiorese Bassano per 85 a 73, hanno messo in scena un autentico spettacolo sportivo. Spettacolo puro, soprattutto nei primi due quarti, che ha prima sorpreso, poi annichilito quindi fatto rassegnare alla sconfitta una potente e tecnica squadra avversaria che ha in David Sanesi un giocatore di qualità eccelse. Ma un solo giocatore, per quanto immenso, non può essere sufficiente se di fronte ti trovi una squadra, una vera squadra.
E la fotografia più eloquente di questa stupenda vittoria, sia per il risultato che per il gioco espresso, è sintetizzata in Sanesi serior, adrenalinico coach del Bassano, seduto in panchina muto, sconsolato e forse stremato, dopo essersi sgolato per tutta la gara a dare indicazioni e direttive, invano. Sull’altra panchina, invece, coach Murer aveva la allegra serenità di chi aveva indovinato, ancora una volta, la mossa difensiva giusta: Darsiè in marcatura su Sanesi Junior  con il risultato di aver costretto il fromboliere vicentino a realizzare solo 11 pts. (contro una media di quasi 19 nel corso del campionato) e gestire in maniera oltremodo difficoltosa ii gioco dei bassanesi. Ma è estremamente riduttivo racchiudere in questa situazione tattica il perchè di una vittoria così entusiasmante soprattutto perchè in fase offensiva i giochi d’attacco dell’Heraclia hanno funzionato in maniera eccellente sotto una incredibile e perfetta regia di Francesco Vettori. Ed i numeri dell’incontro possono dare utilissime indicazioni per decifrare, al di là dei flash visivi che ognuno di noi porterà nella memoria per parecchio tempo, il risultato finale. 5 sono stati i giocatori in doppia cifra (tutto il quintetto base) e credo sia un doveroso omaggio a ciascuno di loro ricordarne lo scout finale: Vettori, in assoluto il miglior giocatore dell’incontro con 35 di Val., autore di 12 pts; 2/4 da 3; 6 rimbalzi; 7 recuperi; 8 assists  e una stoppata data. – Casonato: 21 pts.; 4 bombe su quattro tentativi; 9 rimbalzi 3 tre assistenze; 28 di Val. – Darsiè: 15 pts.; 4/6 da sotto; 15 rimbalzi; 28 di Val. – Vuanello: 22 pts. (miglior realizzatore del match); 3/7 da 3 e 2 assist; 21 di Val. – Vio: 13 pts; 4/5 da sotto; 6 rimbalzi; 13 di Val. E poi Cia, 2 pts. ma 10 rimbalzi complessivi e gli stessi Blazic e Chiesurin, molto attenti e duttili quando chiamati in causa. Come questi numeri dimostrano, i biancoverdi sono scesi in campo come squadra, determinata, vincente e convincente, capace di relegare a 20 punti ( 60 a 40 a metà del terzo quarto) la seconda forza del torneo, capace di saper resistere all’inevitabile ritorno dei vicentini e chiudere la gara con buona tranquillità tra l’incontenibile entusiasmo del numerosissimo pubblico presente al Palalargon, vero sesto uomo in campo. La vittoriosa prova di ieri sera, non solo per l’avversario di rango battuto ma anche per il modo con cui è stata realizzata, ha indubbiamente  un doppio significato: prima di tutto rappresenta un inequivocabile segnale a tutti coloro i quali, anche solo pochissimo tempo fa, continuavano a profetizzare un futuro perlomeno nebuloso per la ns. squadra, fatto più di sonori ceffoni che di convincenti risultati, specie con le grandi del torneo. Un ringraziamento a questi critici a prescindere è sicuramente doveroso con la inevitabile preghiera a continuare nella strada intrapresa perchè, tra l’altro, ci porta veramente bene. In secondo luogo ed  in previsione play off, quanto accaduto sul  parquet di Eraclea per opera di Capitan Vio e soci rappresenta un chiarissimo campanello d’allarme per i molti osservatori delle squadre avversarie che anche ieri sera hanno assistito alla gara contro il Fiorese Bassano: la Pall. Eraclea c’è e ha tutta l’intenzione di continuare a esserci.

La scelta di Murer

Il clima da play off, duro, teso  per certi aspetti drammatico, si è manifestato nella sua totalità Sabato sera al Palalargon in occasione della partita vinta sul Cordenons per 63 a 59. La tensione agonistica non solo tra il pubblico presente ma anche tra i giocatori di entrambi gli schieramenti è stata a mille ma l’urlo liberatorio per la vittoria finale è stato, meritatamente, lanciato dai ns. giocatori. Non che il Cordenons abbia demeritato, tutt’altro: la squadra pordenonese, almeno ieri sera e per lunghi tratti dell’incontro si è dimostrata superiore all’Heraclia sia fisicamente che tecnicamente ma ha forse peccato in una caretteristisca fondamentale per un atleta: la capacità di soffrire al di là del consentito e andare oltre le difficoltà con il cuore quando le gambe non rispondono.

Dopo una partenza shock per l’Eraclea  (12 a 3 per i friulani dopo 6 minuti del primo quarto) è iniziata una paziente, lenta ricucitura della strappo subito che ha avuto in Stefano Darsiè  il braccio (8 pts. totali, 10 rimbalzi ma tanta, tanta e ancora tanta difesa) e in coach Murer la mente. La scelta che si presentava al ns. tecnico era: difendere sul loro play, il n° 5 Celotto,  vero motore della squadra e capace di realizzare bombe da tre da distanze siderali con Checco Vettori, in condizioni menomate ma stoicamente in campo, oppure con Darsiè e  con Vuanello, molto più alti e potenti pagando tuttavia dazio difensivo nei confronti di altri avversari. Coach Murer ha deciso per la seconda opzione e ha avuto ragione: Celotto non ha inciso come solito fare né in fase realizzativa (solo 2 miseri punti) né in cabina di regia ed il solo Spangaro (il n° 17 friulano) ha rappresentato un vero e proprio pericolo per la ns. squadra almeno nei primi tre quarti. Solo nel quarto tempo, dopo aver condotto sino ad un massimo di 8 punti (56/48), l’Heraclia si è fatta risucchiare punto dopo punto dalla Intermek grazie ed unicamente alle bombe di De Clara, autore di 11 dei 13 punti totali realizzati dalla sua squadra negli ultimi dieci minuti di gioco, che ha riaperto l’incontro quando mancavano meno di 60 secondi al fischio finale, sul 59 a 59. Tuttavia la grande freddezza nei liberi di Casonato (16 pts., 8 rimbalzi; 3 assists; 16 di Val.), di uno stratosferico Vuanello (19 pts; 6/15 al tiro con tre bombe; 22 di Val.) ed infine di Vettori hanno permesso di condurre in porto una vittoria soffertissima e quindi ancor di più apprezzata ed apprezzabile. Perchè forse nella partita più importante del torneo, con in palio la ns. conferma del terzo posto nella regular season, con delle assenze importantissime nell’economia della squadra e con una gara improntata su una difesa estremamente efficace (ricordiamo almeno 5 azioni d’attacco del Cordenons sfumate con un nulla di fatto al termine dei 24 secondi), l’Eraclea ha dimostrato una forza caratteriale, una determinazione ed un cuore anche nei sostituti chiamati in causa (la gara disputata da Zoran Blazic è stata maiuscola ed emblematica in questo senso) che in altre circostanze non sempre aveva messo in luce. Buon viatico dunque per le prossime ed impegnative gare della stagione regolare e soprattutto per i Play off che, stante anche i risultati maturati nel corso dell’ultima giornata, dovremmo affrontare dalla terza posizione pressoché consolidata, sapendo quindi di disputare il primo turno con gara 3 in casa. Non sarà tuttavia facile andare avanti ma entusiasmante certamente si: il clima che i ns. giocatori dovranno affrontare sarà come quello di ieri sera, ogni partita sarà una finale sempre senza prove d’appello, dove l’esperienza ed il carattere dovranno necessariamente emergere per nascondere, il più possibile,  l’inevitabile calo fisico dovuto ad una lunga ed impegnativa stagione regolare. L’Heraclia, oggi, sembra essere attrezzata a questo scopo con in più una consapevolezza: forse non è più soltanto la bella squadra che qualche mese fa alcuni critici definivano capace di vincere con le piccole ma soffrire troppo ed il più delle volte perdere  con le grandi. Battere il Texa a Roncade ed un Cordenons come quello di ieri sera non è cosa da poco e da tutti. Si deve tenere in conto. 

Personalità

In ogni incontro sportivo emergono sempre personalità che lasciano comunque un segno, nel bene o nel male, sia che si sia vinto che quando si perde. Nel caso della vittoriosa trasferta per 83 a 68 a Gorizia contro lo Jadran Mark, due giocatori si staccano in maniera particolare dal resto della squadra, squadra che ieri sera, al di là della vittoria finale forse mai in discussione, ha mostrato tutta la sua forza e compattezza in maniera particolare nel  terzo quarto con un parziale di 30 a 13. Al di là quindi delle eccellenti prove fornite da tutti i ns. atleti scesi in campo (si può dire, almeno per questa una volta, che ha vinto un grande collettivo con una fortissima personalità), una segnalazione particolare va a Francesco Vettori  e a Pier Carlo Cia.
Il ns. play, giocando letteralmente con una sola gamba a causa di un guaio muscolare procuratosi nel coso del primo quarto di gioco, è riuscito ugualmente a chiudere l’incontro con quattro bombe su 6 tentativi, 8 rimbalzi ma soprattutto 5 assistenze: assolutamente mostruoso. Cia invece, chiamato a sostituire Vio non ancora nelle migliori condizioni nel quintetto iniziale, ha dimostrato in maniera definitiva di non essere solamente un degnissimo primo cambio ma un indispensabile primattore per l’Heraclia attuale. 8/12 da sotto; 7 rimbalzi in totale, conditi da un assist ed una stoppata hanno incoronato una prova che credo abbia prima divertito il ns. pivot e poi i tifosi della Pall. Eraclea presenti al Kulturni Dom di Gorizia. E se consideriamo che di fronte aveva uno dei più forti difensori di tutto il torneo (Peter Franco è,  nelle statistiche LNP, al primo posto come rimbalzista; 13° nella categoria stoppate e 19° assoluto nella categoria VAL con 14.50 a partita) possiamo solo che rallegrarci per la prestazione di Pier Carlo assolutamente super. Ma tutta la squadra, come detto, ha girato come un orologio sotto le precise e puntuali mani di coach Murer che ha, oltre a tutto, saputo gestire al meglio l’assenza di Lena, il cui rientro è previsto tra due domeniche contro il Bassano, con una continua rotazione di Chiesurin e Blazic nel ruolo di play.

Interisti

Essere tifosi della Pall. Eraclea è un  po’ come essere tifosi dell’Inter, almeno sino all’anno scorso (ed io, tra le tante altre cose, sono tifoso nerazzurro): un micidiale mix di sconforto, esaltazione, di masochismo collettivo e fede. Perchè l’unica cosa di cui essere totalmente soddisfatti è la classifica generale che ci vede, a 6 turni dalla fine della regular season, saldamente al terzo posto. Per il resto, come per i tifosi interisti, sappiamo che ogni fine settimana ci sarà propinata, come dose terapeutica contro la serenità, la ns. giusta quota di sofferenza e tormento. Anche ieri sera con assoluta regolarità, durante l’incontro contro il Super Solar Udine vinto per 77 a 70, abbiamo vissuto tutte le emozioni che lo scibile umano possa conoscere. 
Da uno sconfortante 4 a 9 per i ns. avversari, al quinto minuto del primo quarto, quando era palpabile la presenza del fantasma della sconfitta subita contro il Melsped la settimana prima, si è passati, con l’inserimento di un esaltante turbo, ad un parziale di 15 a zero per la Heraclia nei restanti cinque minuti  di gioco. E nel secondo quarto la sinfonia non è cambiata ed il vantaggio massimo è stato toccato alla fine del secondo quarto con un + 18 di assoluta tranquillità  soprattutto per il modo con cui è stato realizzato. Una corale e magistrale prova di squadra dove hanno particolarmente brillato uno strepitoso Vuanello, capace di segnare14 pts. nei primi due quarti e ben contenere il miglior tiratore avversario (il n° 8, Maran), assieme a Stefano Darsiè, ottimo sia in punti che in fase difensiva ma soprattutto un ritrovato Vettori, ritornato finalmente su eccellenti livelli di gioco e regia. Poi nella seconda parte dell’incontro, il consueto e abitudinario incubo con i ns. avversari, qualunque essi siano, a ricucire punto dopo punto, lo svantaggio maturato. E accaduto troppe volte durante questo torneo che ad una ns. eccellente prova di forza, di tecnica, di gioco di squadra abbia fatto seguito, durante uno stesso incontro, una caduta verticale di agonismo e atleticità, da far pensare ad un fatto episodico o momentaneo. D’accordo, non si può sempre rimanere fisicamente ad altissimi livelli per tutti i quaranta minuti di una partita se poi ci sono atleti determinanti con indiscutibili guai fisici ma è altrettanto chiaro che un uso più oculato ed attento della panchina a disposizione, probabilmente, potrebbe evitare l’utilizzo di giocatori stanchi o momentaneamente appannati in particolari frangenti. L’aggressività difensiva dei Friulani, ieri sera, peraltro poco sanzionata dall’arbitraggio ma applicata tuttavia anche nella ns. metacampo, meritava nella seconda parte dell’incontro una velocità di gioco difficilmente sostenibile da atleti oltretutto acciaccati (sappiamo che durante la settimana Ivano Mazzoni, massaggiatore della squadra, ha fatto i tripli e quadrupli turni per mettere in sesto, in ordine puramente alfabetico di apparizione sul suo miracoloso lettino, Blazic, Cia, Vio, Vuanello, quest’ultimi due poi con supplemento mezz’ora prima dell’incontro). Mancano ora 5 incontri alla fine della stagione regolare con tre incontri casalinghi consecutivi (rispettivamente Cordenons, Bassano e Codroipo) e due trasferte, la prima delle quali Sabato prossimo a Gorizia  per chiudere poi a Caorle, nell’ultima di ritorno: sperare sin d’ora in almeno tre vittorie con il relativo conseguimento definitivo della terza piazza in griglia finale credo non sia una scommessa improponibile anche perchè i ns. avversari più diretti si devono scontrare tra loro, facendo, inevitabilmente il ns. gioco.